Struttura Mura - Comune di Sabbioneta

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STRUTTURA DELLE MURA

 

I bastioni e le cortine della cinta muraria di Sabbioneta sono costituite dal terrapieno, una massa in terra o in materiale di riporto (sabbia, ghiaia e detriti) declive e gradonata con angolo saliente verso la campagna e da un'incamiciatura di mattoni che riveste la scarpata del terrapieno.
La cinta risulta non più alta di 6-7 metri rispetto i terreni circostanti. Al sommo del terrapieno si trova la banchina, un gradino largo dai 5 ai 6 metri, coperta da un riparo in terra coperto dal parapetto in mattoni, un muretto di rialto, purtroppo rimosso in gran parte. Sopra la scarpata e sotto il muretto corre il toro, un cordone di sezione semicircolare in mattoni sostituito agli angoli da tratti monolitici in marmo bianco.

Nell’aprile del 1589 sul pendio dei terrapieni, Vespasiano fece piantare dei pioppi.
Intorno alla cinta muraria un tempo s'innalzava lo spalto, un argine in terra con angolo saliente verso la città, a protezione di bastioni e cortine. Il fossato è un profondo scasso posto alla base dell'incamiciatura di mattoni. Un tempo l'acqua poteva giungere dalla scarpa fino ai piedi degli spalti esterni, grazie ad un sistema idraulico di chiuse.
I terreni circostanti le fortificazioni sono denominati “Tagliata” perché anticamente per ragioni difensive dovevano essere liberi da alberi e da edifici.
I sei bastioni di forma pentagonale hanno i fianchi rettilinei e le spalle poligonali; solo il bastione San Niccolò presenta uno dei fianchi ad “orecchione” cioè sporgente ed arrotondato. Quattro delle cortine sono rettilinee; quella compresa tra i bastioni San Francesco e San Niccolò è composta da due segmenti con vertice ad “orecchione”.
Nei punti d'innesto dei bastioni con le cortine sorgevano le piazzole, spiazzi del terrapieno sui quali un tempo erano posti i pezzi d'artiglieria.
Il muretto di rialto è innalzato al livello di banchina solo in corrispondenza ai vertici dei bastioni e oggi impedisce il franamento del terrapieno nonchè sorreggere i sei grandi stemmi marmorei. Purtroppo quando dopo il XVII secolo la cinta muraria di Sabbioneta perse la sua funzione difensiva, le mura vennero percepite dai suoi abitanti come una cava di materiale fittile per cui furono quasi del tutto smantellati i parapetti, mentre, tagliati i pioppi piantumati sui terrapieni interni, essi furono adibiti ad orti e vigne.
Di fronte alle porte maestre anticamente erano presenti due rivellini (o mezzelune) opere addizionali staccate, di forma triangolare, costituite da due fianchi rettilinei del tutto simili ai bastioni.

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