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ultima modifica: Super amministratore   16/09/2013

TEATRO ALL'ANTICA

 

Nel 1587 Vespasiano strinse contatto con l'architetto vicentino Vincenzo Scamozzi, che l'anno seguente giunse a Sabbioneta con il progetto del teatro di corte. L'edificio costituisce il primo esempio di teatro dell'epoca moderna edificato dal nulla e non vincolato nelle struttura ad edifici preesistenti.
L'elegante architettura dell'esterno è divisa in due ordini da una cornice marcapiano su cui campeggia l'iscrizione latina "ROMA QVANTA FVIT IPSA RVINA DOCET" che declama come la città eterna sia il modello ispiratore di tutta la costruzione di Vespasiano. Nella parte inferiore le finestre e i tre portali sono contornati da conci in bugnato liscio; quella superiore è invece costituita da lesene binate tra cui si alternano nicchie e finestre sormontate da frontoni curvospezzati.



Lo schema interno richiama quello dei teatri classici: il semicerchio con le gradinate della cavea, l'orchestra rettangolare e il palco sopraelevato con la scena fissa privo di arcoscenio.
La sala delle rappresentazioni oggi è priva delle due importanti strutture che la caratterizzavano fortemente nel Cinquecento: la copertura a finto cielo e l'originale scena scamozziana .
In luogo dell'odierno soffitto a cassettoni, che incombe pesantemente sull'aula, Scamozzi aveva ideato un tetto a carena di nave rovesciata e una controsoffittatura a botte costituita da un canniccio ricoperto di stucco, dipinto d'azzurro per simulare il cielo. La volta a botte a livello della scenografia scendeva a mo' di velario unendosi ai dipinti delle pareti, creando così un cono prospettico con l'inclinazione del palcoscenico.
La scena fissa rappresentava una piazza con una via in prospettiva lungo la quale si affacciavano palazzi nobili e borghesi ed era realizzata in legno, in stucco ed in tele dipinte in finto marmo e finta pietra.
Le due strutture mancanti unite ai due archi trionfali con vedute di Roma affrescati sulle pareti lunghe, dovevano creare nello spettatore l'illusione di trovarsi in un ambiente aperto all'esterno.
Gli affreschi furono realizzati da artisti della bottega di Paolo Veronese come dimostra la bella loggia, popolata da personaggi del tempo, dipinta immediatamente sotto la copertura che ricorda gli affreschi di Villa Barbaro a Maser. Gli stucchi della loggia furono modellati da Bernardino Quadri e dalla sua equipe di stuccatori veneziani tra il luglio e l'ottobre del 1589.
Durante le rappresentazioni i gentiluomini prendevano posto sulle gradinate, mentre le dame nella loggia. Il loggiato è composto da dodici eleganti colonne in stile corinzio sormontate da una trabeazione mistilinea su cui poggiano altrettante statue di divinità olimpiche. Sulla parete di fondo sono dipinte nicchie in cui capeggiano statue monocrome di imperatori romani. Al centro, nel luogo in cui sedeva Vespasiano, l'imperatore Tito Flavio Vespasiano sembra porgergli la corona di lauro per consacrarlo novello imperatore della "nuova Roma", appellativo attribuito a Sabbioneta nel Cinquecento. Durante il carnevale del 1590 si costituì compagnia di comici formata da giovani sabbionetani, i quali ogni sera rappresentavano commedie nel teatro, da poco ultimato. I comici furono stipendiati ed obbligati a recitare nella città ducale due mesi nel corso di ogni anno. Il duca diede loro il nome di "Confidenti" e il privilegio di esporre lo stemma ducale durante le recite, ovunque essi si recassero.
Dopo la morte di Vespasiano il teatro subì svariati utilizzi che ne snaturarono la struttura. Dalla fine del Settecento fu trasformato dapprima in caserma e poi in magazzino, vennero smantellate la scena fissa e rifatta la copertura. Nel ventennio fascista fu addirittura trasformato in cinematografo. Solo negli anni Cinquanta del Novecento, per interessamento delle Belle Arti di Verona, fu rifatta la gradinata in legno, il palco sopraelevato e fu risistemato il pavimento. Negli anni Ottanta furono restaurati i dipinti e gli stucchi mentre nel 1996 fu montata l'attuale scena fissa ad imitazione di quella originale. Attualmente il teatro è utilizzato per concerti di musica antica e per convegni.

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