


Il "Corridor grande nella piazza del castello" fu edificato tra il 1584 ed il 1586 e presenta un articolato esterno in pietra a vista.
Nonostante il nome, la galleria non ha alcuna funzione di collegamento; non doveva infatti unire gli ambienti ducali del palazzo Giardino ad un altro luogo posto alla sua estremità, come nei modelli d'oltralpe. Fu costruita, invece, per essere il contenitore della collezione archeologica del duca, una raccolta di marmi antichi che egli aquistò dopo il suo rientro dalla corte reale di Spagna nel 1578. Busti, statue, epigrafi e bassorilievi furono comprati prevalentemente a Roma e a Venezia presso impresari e collezionisti. La collezione comprendeva anche trofei di caccia provenienti dalle raccolte imperiali di Praga. Nel 1589, dopo un soggiorno presso la corte rufdolfina, Vespasiano tornò a Sabbioneta con 20 palchi di corna ricevuti in dono dall'imperatore Rodolfo II e li fece collocare nella galleria tra le statue e le epigrafi antiche, testimonianza del profondo legame che univa il ducato di Sabbioneta e l'Impero asburgico. La collezione di marmi antichi e trofei rimase all'interno dell'edificio fino al
1773, quando, per un decreto austriaco, fu trasferita nel palazzo dell'Accademia di Mantova. Nel 1774 i funzionari al servizio del governo austriaco confiscarono tutti gli oggetti mobili presenti nei palazzi ducali di Sabbioneta e soprattutto i marmi antichi. Nel 1915 l'Accademia virgiliana ne cedette la proprietà al Comune di Mantova che depositò gli oggetti nel palazzo Ducale. Oggi i marmi, da poco restaurati, sono esposti nella galleria della Mostra all'interno di Palazzo Ducale a Mantova.
La decorazione ad affresco delle pareti fu realizzata nel 1587 da Giovanni e Alessandro Alberti, aretini, i quali dipinsero le prospettive dei lati corti e le figure allegoriche delle pareti lunghe. Le composizioni di oggetti e di armi, i festoni, i vasi e gli stemmi sono da riferire invece a loro collaboratori. Il soffitto ligneo, un tempo dipinto d'azzurro, presenta nei cassettoni piccole rosette dorate. Il pavimento era in origine lastricato con mattonelle quadrate in cotto, simili all'attuale pavimentazione.
Solo gli ospiti di riguardo avevano il privilegio di passeggiare tra le opere d'arte del duca, orgoglioso simbolo della sua magnificenza.