Il Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale o Palazzo Grande fu il primo importante edificio ad essere costruito nella città ed era la sede dell'attività politica ed il centro del potere. Il palazzo si affaccia su piazza Ducale dove prospettano la chiesa di Santa Maria Assunta, duomo della città, ed, un tempo, il Palazzo della Ragione, prigione e abitazione del vicario del duca. Sul lato meridionale si apre invece un lungo porticato con pilasti ed archi rivestiti di bugne di marmo bianco.
I lavori di edificazione di questo edificio furono realizzati in due fasi: dal 1558/60 al 1568, anno della partenza di Vespasiano Gonzaga per la Spagna, e dopo il 1578 in seguito al ritorno del duca dalla corte del re cattolico Filippo II.
Suddiviso in due piani il palazzo presenta nella facciata un porticato con cinque aperture arcuate interamente bugnato e rialzato rispetto il piano stradale. Si accede all'ingresso principale per mezzo di un'alta gradinata in marmo bianco. Una cornice marcapiano leggermente aggettante sulla quale poggiano cinque finestre separa la parte superiore. Le aperture sono profilate in marmo e sono sormontate da timpani triangolari e curvilinei alternati. Sulle architravi è incisa l'iscrizione ducale: "VESP. D. G. DVX SABLON. I" (Vespasiano per grazia di Dio primo duca di Sabbioneta).
Sopra le finestre sporgono delle mensole su cui sono poste le copie dei cinque busti lignei conservati all'interno dello stesso palazzo. E' probabile che nel Cinquecento al loro posto vi fossero busti marmorei di imperatori romani. L'edificio è infine sovrastato da un'altana che si riferisce probabilmente all'ultima fase dei lavori di costruzione del palazzo; in questo periodo infatti esso viene dotato di nuove sale, di un loggiato interno, di un cortile d'onore e di una torretta, coprendo una vasta superficie fino ad occupare un'intera insula urbana. Niccolò De Dondi, cronista contemporaneo a Vespasiano, ci informa che mentre Vespasiano era in vita, a sinistra della scalinata d'accesso, su di un alto basamento si ergeva statua bronzea opera dello scultore aretino Leone Leoni realizzata all'inizio degli anni Sessanta del Cinquecento. Fu ubicata all'interno della chiesa dell'Incoronata dopo la morte del duca nel 1592.