Municipio Storia Cultura Turismo Festival di Sabbioneta Territorio
sei qui: home


IV FESTIVAL DI SABBIONETA 1 ottobre - 7 novembre 2004
Sabbioneta, città d'arte, caratterizzata da un magnifico patrimonio storico-artistico, luogo ideale dell'immaginario collettivo, luogo eccellente della storia e della cultura rinascimentale, desiderato e ambìto da studiosi e ricercatori, è oggi meta possibile e reale di affascinanti week-end all'insegna dell'arte e della cultura, del teatro e della musica antica, sempre più nello spirito del Festival sabbionetano, che diventa oggi, giunto alla quarta edizione e continuativamente sostenuto e cofinanziato dalla Regione Lombardia, il completamento necessario ai contenuti urbani e al patrimonio monumentale della città.

Anche quest'anno il Festival sceglie come elemento centrale della propria programmazione, la musica antica, ovvero un oggetto che bene si adegua alle esigenze strutturali, acustiche, estetiche della città ideale/rinascimentale, diventando elemento necessario, che attraverso l'armonia e la leggerezza della musica riesce a scoprire e ad apprezzare i capolavori artistici della città, nella loro effettiva misura, nelle condizioni per le quali essi sono nati. Il Festival intende perseguire da un lato la valorizzazione della musica italiana del passato con strumenti d'epoca o copie fedeli, dall'altro continuare l'esplorazione dell'Europa, un po' sulle orme del Duca Vespasiano Gonzaga, fondatore di Sabbioneta.

La serata inaugurale è dedicata a un concerto di musica per tromba barocca, strumento di rappresentanza della comunicazione ufficiale, espressione di potere e sontuosità. L'apertura del Festival, interpretata dalla tromba barocca di Gabriele Cassone (riconosciuto come uno dei maggiori esecutori in Europa) accompagnato da una seconda tromba e da Antonio Frigé all'organo, fornisce l'esempio più efficace di musica, come comunicazione negli spazi della città, sia per rappresentanza sia come forma di espressione di potere e sontuosità, ma anche trasmissione di cultura raffinata, come le varie diminuzioni da madrigali che venivano realizzate per gli strumenti a fiato.

Il Festival di Sabbioneta estende quest'anno il proprio raggio d'azione dalla musica profana a quella sacra, proponendo un florilegio di arie sacre di destinazione liturgica o di carattere devoto, che esprimono la più raffinata cultura del sacro nel Seicento musicale italiano. La proposta viene da Massimo Lonardi all'arciliuto e dal delicatissimo ed espressivo soprano Lavinia Bertotti.

Il violoncello solo delle Suites di Bach, proposto con lo strumento barocco di Gaetano Nasillo, ci introduce a una visione metafisica della musica, cui tendevano le opere "teoriche" del religiosissimo Johann Sebastian.

La Cappella Artemisia, condotta da Candace Smith, conduce invece verso il territorio della meditazione e contemplazione sacra all'interno del Chiostro, con brani scritti da e per monache del Seicento in Italia settentrionale.

La chiusura ufficiale del Festival, onora invece un prezioso organo del territorio sabbionetano recentemente e sapientemente restaurato, strumento che fa sentire la propria voce nel repertorio adatto alla propria conformazione di fine Settecento. Una parte del concerto sarà al cembalo, così i brani, di C.Philipp Emmanuel Bach, Franz Joseph Haydn si intrecceranno con compositori italiani quali Domenico Scarlatti e Benedetto Platti.


stampa

indietro